Biomarker e test funzionali PDF Stampa E-mail

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I marcatori biologici (biomarker) ed i test funzionali sono particolari misurazioni, che servono a prevedere la probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari al momento non ancora manifeste, oppure a valutare la gravità di una malattia in atto e il rischio che essa possa dare complicazioni.

I principali sono:

  • lo spessore miointimale della carotide (IMT), il suo aumento è correlato al rischio di complicazioni cardiovascolari;
  • il rapporto tra la pressione arteriosa alla caviglia e quella del braccio (ABI). Il valore di tale rapporto è indicativo di arteriosclerosi generalizzata e quindi di probabile rischio che si verifichi una complicazione cerebrale o cardiaca. L’ABI serve anche a stabilire la gravità dell’arteriopatia periferica.
  • l'iperemia reattiva post ischemica (test di Hillestad), esprime la capacità del microcircolo di variare le resistenze periferiche.
  • la rerattività vascolare cerebrale è un aspetto dell’autoregolazione cerebrale che è alterata in molte situazioni come: la presenza di stenosi carotidea, l’ictus, la cefalea, l’ipertensione, il decadimento cerebrale;
  • il compenso circolatorio cerebrale attraverso il  poligono di Willis, la sua presenza è fondamentale per mantenere sia l’autoregolazione che una buona circolazione del cervello, anche se una o più arterie sono chiuse;
  • la dilatazione flusso mediata (FMD), studia il funzionamento dell’endotelio arterioso, che è compromesso dall’ipertensione, dal diabete, dall’aumento del colesterolo, dal fumo, ed altro.
Molti biomarker sono calcolati in ragione della finalità dell'esame come quelli relativi al peso corporeo, alla distrubuzione del grasso, lo stress parietale aortico, la rigidità arteriosa, le resistenze periferiche ed altri ancora.
 

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